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La squadra

Dopo due anni e mezzo di vita dell’Atletica Posillipo, riusciamo tra mille peripezie, a completare il nostro Sito. In verità già pronto in parte, grazie alla bravura e alla professionalità del nostro amico “web-master” Peppe Irace al quale vanno i nostri ringraziamenti. Certamente si poteva fare meglio, ma avendo già spazio e con una puntina d’orgoglio e soddisfazione – grazie alle due pagine su Facebook, abbastanza visitate – ce la siamo presa comoda, anche per occuparci d’altre cose comunque importanti.
In queste nostre pagine, cercheremo d’inserire le cose che più possono interessare ai visitatori e raccontare i nostri piccoli successi, conditi sempre, in ogni modo, da una grande passione oltre che di affetto verso gli amici.

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Iniziammo lo scorso anno a gareggiare con la corsa Campestre o cross, nello splendido scenario dei templi di Paestum. Conquistammo due splendidi risultati con Gabriella Ribera d’Alcalà nella categoria SF/65 e con Geppy Bianco, nella categoria SM/55. Fummo in pochi: Marcella Grippo, come il solito battagliera, si distinse, con Patrizia Passarelli, tra le donne. Emozionate come ragazzine, riuscirono nell’intento di completare i 4 chilometri in perfetto “duetto” dall’inizio alla fine. Arrivarono un po’ stravolte ma felicissime per aver completato il duro percorso, sotto il sole cocente di Capaccio, in un’atmosfera straordinaria di emozioni. Encomiabili per impegno e prestazione, pure Maurizio Mirarchi e Adriano Vasaturo. Debuttò anche il nostro primo giovane, quel Pietro Manfredonia, attinto dal Triathlon, che si difese alla grande, compresso tra coetanei già “collaudati” nella specialità. Il dopo gara fu indimenticabile. Ospiti di amici residenti nelle vicinanze, in un luogo da favola, sulle colline del Cilento, pranzammo cose semplici ma in un clima di amicizia, accoglienza e affettuosità che coinvolse “in toto” il gruppo. La cucina poi (come da… tradizione dell’Atletica Posillipo) con lo zampino di Genny, fu squisitissima. Al ritorno ci “premiammo”, per la bella giornata trascorsa, con qualche genuina e squisita mozzarella di Battipaglia. Ci voleva!

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Secondo atto, a Mercato San Severino. Ai Campionati italiani di cross, ci presentammo più numerosi: “Lancia in resta” con Giulia Di Matteo, Gabriella Ribera d’Alcalà e la solita, coriacea Marcella Grippo. Debuttò con la canotta turchese Alessandro Settimi che terminò una dignitosa gara d’esordio. Ma la sorpresa della giornata fu la medaglia d’argento della nostra “piccola” ma grandissima Gabriella che, dopo la gara, andammo a consolare perché nessuno aveva capito che era arrivata seconda! In quanto, nella sua gara erano in parecchie e di varie categorie. Quando assieme ci ritrovammo davanti alle classifiche, fu un abbraccio di gioia e di emozione che difficilmente dimenticheremo. Gabriella, che in tanti anni, su tutte le strade della Campania e oltre, sempre sportivamente partecipò ben lontana dalle prime posizioni, in breve tempo vinse due importanti medaglie. Anche per il gruppo fu una soddisfazione collettiva notevole. Sicuramente, c’è sempre tempo per imporsi se ci s’impegni con passione e dedizione. Complimenti! La giornata fu allietata anche per le splendide prestazioni di Adriano Vasaturo, Maurizio Mirarchi e per l’incredibile partecipazione, all’ultimo momento, di Giovanni Casolaro che s’impegnò allo spasimo tra i “caimani” nordisti, calati… famelicamente a Mercato San Severino, dove i locali dirigenti organizzarono magnificamente i Tricolori di cross. Fu l’ultima volta che vedemmo il caro e indimenticabile Giovanni Basile, tra i promotori e bravi organizzatori dell’evento. Giovanni amò la sua cittadina, tanto che spesso ci confidò di avere un “sogno nel cassetto”: la costruzione di un Palazzetto per le gare indoor in loco. Poi, le solite pastoie burocratiche e la crisi economica, vanificarono le sue aspettative.

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Con l’inverno alle spalle, ci restò da affrontare la parte più difficoltosa e importante dell’annata agonistica. Mentre a marzo abbozzammo un tantino di propaganda gratuita per i giovanissimi, un paio di volte a settimana, grazie alla disponibilità del coach Peppe Esposito e l’istruttrice Fulvia Frezza, iniziammo con entusiasmo quest’altra esperienza. Con pochi elementi ci divertimmo, proponendoci di fare meglio a settembre. Intanto, arrivò il periodo clou dei Campionati per società. Cercammo, per quanto possibile, vista l’accanita concorrenza, di tesserare qualche Master competitivo. Riuscimmo con non pochi problemi a impostare le due squadre in vista di Salerno. Ci presentammo in pullman, come i club… importanti, ma fu solo una scelta per sentirci più uniti e familiarizzare quel tanto necessario per trascorrere momenti di gaia spensieratezza insieme. Anche perché, per molti componenti la squadra, non vi furono altre opportunità per conoscersi. Fu un nostro piccolo trionfo. Al primo anno ci piazzammo quarti con i Maschi alle spalle dei “dinosauri” dell’atletica campana: Vis Nova, Atletica Aversa e i nuovi attrezzatissimi dell’Atletica Portici.
Furono eccezionali le prestazioni di Geppy Bianco nei 1500 e nei 5000, come il poliedrico Pino De Maio. Le sorprese arrivarono dai debuttanti in Pista come Enzo Caputo e Lucio Cacciapuoti, entrambi capaci di superarsi nei 400 piani. Nelle staffette, grazie all’aiuto di Jacopo Caccese (napoletano Doc calato da Milano appositamente) e Federico Iacono, abilissimo nell’ultima curva dei 100 metri, raccogliemmo pregevoli punti. Tecnicamente furono perfette le gare di Fausto Cozzolino nei 200 ostacoli, di Peppe Esposito nei Salti. Frizzantine le corse di Roberto Nicolosi, Marco Mireghi, Marco Persico e Giulio Zinna nella velocità. Indimenticabile il debutto del nostro “giovanissimo” Carmine Cammarora, di 84 primavere (sic)! Carmine, nel Peso, ben allenato dal bravissimo Maurizio Marino, fu tra i migliori lanciatori della manifestazione. Come altresì prezioso fu il contributo di Sergio Salvatore tra i più quotati nel Salto in alto, Francesco Leone, Gigi Ragosa e Pierpaolo Capano che fecero del loro meglio nei Lanci, per addurre punti al proprio team. Le ragazze, furono eccezionali a superare le mille peripezie per coprire tutte le gare in programma, spinte principalmente dall’efficiente Marcella Grippo, oltre che da Valentina Russo, Giulia Di Matteo, Gabriella Ribera d’Alcalà. Essenziale fu pure l’importante contributo di Maria Grasso ex brillante ostacolista… prestata al Peso, di Valeria Sigona, infortunata a un ginocchio, che diede il suo apporto pure in pedana, di Susy Cotugno infortunatasi il giorno prima… per provare le scarpe chiodate che dovette cimentarsi nel Giavellotto, della simpatica e generosa Alessandra Scoppetta ex maratoneta deviata sulla pedana del Lungo. Furono encomiabili le debuttanti Manuela Franco, Anna Giovanna Marra e Annabella Zizza. Fu incredibile, ma alla fine raccogliamo un sesto posto che per l’Atletica Posillipo restò epico. Una soddisfazione di notevole consistenza!
Nonostante l'estate, pessima sotto il profilo meteorologico, ai Campionati individuali di settembre partecipammo in buon numero, anche se la data, in prossimità delle vacanze estive, non sembrò agevolare una moltitudine di presenze, almeno accettabile. Ma tant’è la programmazione degli impegni FIDAL molto complessa e compressa, per cui furono sempre i Master (forse giustamente) a “soffrirne” di più. Tuttavia, vincemmo parecchi titoli regionali, alcuni anche pregevoli da un punto di vista tecnico. Ovviamente… sempre a Salerno.

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A fine settembre scorgemmo, tra le… pieghe del programma, delle gare FIDAL, le Prove multiple ragazzi, ad Avellino. Decidemmo, in pochi giorni, di far partecipare i nostri primi più bravi giovanissimi: Francesca Corosu e Alessandro Caputo disputarono in Irpinia le loro prime gare. Fu un’esperienza esaltante, non solo per loro, che in ogni caso ottennero anche degli ottimi risultati. Francesca Corosu, cadde in prossimità dell’arrivo dei 60 piani, mentre era in testa, ma fortunatamente reagì in modo egregio, subendo solo qualche escoriazione e lasciando scivolare qualche lacrimuccia sul suo grazioso visino, ma si riprese magnificamente, correndo un incredibile seicento metri, mentre Alessandro, emozionatissimo, si difese nell'Alto e nel Peso, appassionandosi all'atletica, suo secondo sport dopo il nuoto.

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Arrivò l’inverno. In tema di preparazione, partimmo in ritardo e con un tantino di lentezza. Con la propaganda dei Corsi, riuscimmo a realizzare una concreta e notevole esperienza con gli alunni della Scuola “Cimarosa”, dove con entusiasmo, grazie a Valeria Sigona, Marcella Grippo, il coach Peppe e il sottoscritto, gratuitamente, facemmo delle lezioni sull’attività motoria ed esercitazioni atletiche che piacquero tantissimo alla scolaresca e alle insegnanti. Ci presentammo con l’auto piena di attrezzi e, ogni volta che arrivavamo, gli scolari ci accoglieva festosamente, scalpitando per venir giù a divertirsi, correre e saltare. Fu una bellissima esperienza. Le nostre iniziative, forse troppo coinvolgenti, probabilmente…non piacquero a qualcuno. Chissà perché!
A ottobre, con l’inizio dell’inverno, furono programmati, a Lecce, i Campionati italiani di Pentathlon Lanci. Decidemmo di affrontare la trasferta con determinazione e con Genny e Carmine ci avviammo per la Puglia. Fu un’esperienza degna di essere vissuta, in una città straordinaria, ricca d’arte e di storia. Carmine vinse l’argento. Fu felicissimo come un bambino. Personalmente, tra tanti “colossi”, agguantai un sesto posto e un dignitoso Lancio nel giavellotto, molto divertente e gratificante. Nella serata, festeggiammo l’evento, in un ristorante capitatoci per caso, dove ci chiesero la… prenotazione. Poi, quando videro la medaglia luccicante pendente dal collo di Carmine, ci accolsero calorosamente, con l’invito di terminare, per esigenza di servizio, la cena non oltre le nove e mezzo. Mangiammo da… favola carne di spessore e qualità eccezionale, accompagnata da buon vino primitivo: sembrava di essere a Firenze! Forse trascinati dall’euforia del momento, andammo un po’ oltre il nostro abituale comportamento di atleti ma recuperammo la strada dell’albergo casualmente solo grazie all’intromissione provvidenziale di una coppia di passanti che intuì i nostri momentanei problemi. Fu evidente che eravamo alquanto… ciucchi. Il rientro a Napoli, fu dolce e tranquillo: ci sembrò essere già in estate per il bel tempo che imperversò in quel periodo su tutto lo Stivale.

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Arrivarono i primi ragazzini per iscriversi ai corsi. Pochi per la verità. La concorrenza e la blanda propaganda, unita all’atmosfera non propria distensiva dell’ambiente, a riguardo della nostra “nuova presenza”, non ci sospinse più di tanto per incrementare le iscrizioni. Inoltre, gli impegni dei nostri istruttori su altri… fronti, “afflosciarono” gli entusiasmi, rimandando a un maggiore impegno per il prossimo settembre. Intanto la squadra Master crebbe in numero d’iscritti e di qualità. Prendemmo il campionissimo Mario Longo, che subito ci confidò di voler tentare il record del mondo agli Europei di Torun (Polonia). L’idea ci piacque e con Mario passarono con l’Atletica Posillipo quattro/cinque atleti, suoi amici di valore.

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Fu una gran soddisfazione per la squadra, l’arrivo dei Campionati Regionali di Società di Corsa in Montagna, a Chiusano San Domenico, in provincia di Avellino. Ci presentammo in… punta di piedi, con curiosità e non poche perplessità in un contesto per noi inusuale ma molto affascinante. La gara sulle asperità di Chiusano fu molto impegnativa, tra i sassi, le mucche e i castagneti, in un ambiente straordinario, immerso dal verde, riuscimmo con le nostre “pantere” Marcella Grippo, Valeria Sigona e Giulia Di Matteo a vincere il titolo regionale. Completarono una giornata indimenticabile il successo di Geppy Bianco, i piazzamenti di Adriano Vasaturo e Franco Di Meglio che consentirono di piazzare la squadra maschile al terzo posto. Ci gratificarono con medaglie, regali e cesti di prodotti locali, in una premiazione e relative classifiche, “partorite” dopo circa due ore di consultazioni. L’Atletica Posillipo, venuta dal mare che vinceva in montagna, non era cosa "normale". In ogni caso, fu da elogiare l’organizzazione, per le difficoltà presentatesi durante la manifestazione e risolte egregiamente. Una piccola chiosa. Da allora per problemi organizzativi, la Corsa in Montagna non si è più fatta. Ci dispiace tanto, ma certamente, non è stata “colpa nostra”…….

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Con l’inizio di quest’anno avemmo nel mirino i Campionati Italiani Master Indoor di Ancona. Partimmo in sette… quasi “magnifici”. Mario Longo, sùbito calò il suo record sui sessanta (7.28) e relativa medaglia d’oro. Fu argento per il sottoscritto sui 60 ostacoli, alle spalle del “dinosauro” primatista italiano Antonio Montaruli. Terzo nella Marcia il mitico Carmine Cammarota che riuscì, nonostante una tecnica non proprio da manuale ma con caparbietà e meticolosa preparazione fisica, a guadagnare il podio. Un trionfo per il nostro “giovanissimo” che vide marciare solo (qualche volta in televisione) il mitico Abdon Pamich e con un mese di costante e appassionato allenamento al campo “Virgiliano” riuscì nell’impresa, alle spalle di vetusti specialisti. Facemmo incetta di medaglie di legno, con la migliore, dal punto di vita tecnico, di Fausto Cozzolino, sui 60 ostacoli, che vinse la sua batteria con un ottimo 9.29. Fu quarta Gabriella Ribera d’Alcalà nei 3000, ma solo per un errore di valutazione sulle sue avversarie. Due quarti posti per il bravo Alfonso Scippacercola che, non proprio in perfette condizioni fisiche, riuscì a completare le sue toste gare dei 400 e 800. Rispettabile crono, infine, ci fu per Massimo Guida sui 400 in 58.01 ma foriero di ulteriori miglioramenti.

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A fine marzo, come deciso precedentemente, Mario Longo, partì per la Polonia assieme al suo “delfino” Max Guida. Già nelle batterie Mario ritoccò il suo record mondiale e lo migliorò con uno straordinario 7.10, vincendo poi il titolo europeo dei 60 piani M/50. Eccezionale! Guida ripeté sui 400 lo stesso tempo di Ancona, soffrendo non poco per un fastidioso raffreddore e una preparazione non completata a dovere.

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Ad aprile, furono di scena a Salerno i Campionati di pentathlon Lanci. Ci scrivemmo in tre e non tornammo a mani vuote: Anna Giovanna Esposito si assestò al terzo posto nella categoria SF/75, felicissima di portare una medaglia pregiata nella sua famiglia di sportivi. Complimenti! Carmine dovette accontentarsi della medaglia di legno, preceduto da atleti dall’illustre passato. Con un ginocchio fuori uso, partecipammo, per onor di firma, ma riuscimmo a ottenere un personale nel Lancio del peso. Restò tuttavia una soddisfazione di tutto riguardo. Fu parallelamente nel pomeriggio e poi, protrattosi, tra le proteste di molti, il Meeting di Salerno con interno il 200 metri in memoria di Giovanni Basile, vinto da Mario Longo. Tornammo in fretta e furia a Napoli, per assistere alla finale di pallanuoto di Coppa Europa “LEN Trophy” tra Posillipo e Acquachiara, in un tripudio di gente, arrivando al secondo tempo. Fu vittoria del Posillipo con uno scenario indescrivibile di pubblico e colori. Evento stupendo e mirabile per lo sport e la pallanuoto napoletana.

 
 
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